Nei giorni scorsi, durante una conferenza stampa sul tema, è stato proposto, da Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, un “social price” per agevolare l’acquisto del vaccino contro il Papillomavirus umano (Hpv), in grado di prevenire il tumore del collo dell’utero.
Il Papillomavirus umano (Hpv) è la principale causa del tumore al collo dell’utero e fa ancora registrare 3.500 nuovi casi all’anno e mille morti.
Daniel Jacques Cristelli, amministratore delegato Italia di Sanofi Pasteur Msd, azienda che produce il vaccino quadrivalente anti-Hpv ritiene tale proposta “in linea con l’attualità socio-economica” rendendo omogenea l’accessibilità a questa forma di prevenzione e garantendo il diritto alla vaccinazione uguale per tutti.
Il prezzo in farmacia del vaccino oggi è di 150-170 euro a dose e le dosi sono tre, mentre con il social price si dovrebbe pagare circa 200 euro per l’intero ciclo.
In Italia tale vaccino è gratuito per bambine e giovani donne ma, considerando che esso si è dimostrato efficace fino ai 45 anni e che si attende l’autorizzazione europea per ampliarne l’utilizzo, il social price potrebbe essere utile per ottenere un accesso più ampio e consentire a qualsiasi donna che sia nelle condizioni di farlo di immunizzarsi contro questo virus.