Intolleranze alimentari

Pubblicato il: 24 agosto, 2009

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Dal punto di vista strettamente biochimico e sperimentale, la medicina ufficiale riconosce solo le allergie mentre le intolleranze vengono nella maggioranza dei casi ritenute esistenti ma prive di riferimenti inoppugnabili sui tanti test proposti. Le allergie sono patologie individuate attraverso una sintomatologia immediata e dipendente dagli anticorpi denominati igE, le intolleranze invece hanno una sintomatologia più simile ad un avvelenamento cronico, con l’intervento di anticorpi diversi dai suddetti.

La difficoltà di riconoscere l’intolleranza  è data dalla lentezza dell’insorgere dei sintomi, ore o giorni dopo l’assunzione di un cibo; e dalla quantità ingerita.

Le motivazioni dell’enorme incremento di soggetti intolleranti vanno sicuramente ricercate nella grande disponibilità di ogni tipo di cibo in qualsiasi stagione, i sistemi di coltivazione, lavorazione, conservazione e soprattutto l’uso massiccio e continuato dello stesso alimento per lunghissimi periodi. Inoltre potrebbero esserci delle concause quali: carenza minerale e vitaminica e assorbimento alterato.

Anche se di difficile individuazione e soprattutto di difficile collegamento con uno specifico alimento, i sintomi delle intolleranze possono ricondursi  a vari punti del nostro corpo e dare luogo a: cefalee, disturbi neurologici, patologie intestinali, affezioni cutanee, disordini endocrini, disturbi vascolari e respiratori.

E’ importante che una volta individuato il probabile elemento intollerante, esso non venga  eliminato per sempre ma solo per un determinato periodo (2/4 mesi) per poi essere reintrodotto gradatamente.

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